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Studio Castellano


Legge 181/89

Finanza - Lunedì, 12 Dicembre 2016

Contributi a fondo perduto e finanziamento a tasso agevolato per lo sviluppo di aree depresse

La legge 181/89 è l'incentivo per il rilancio delle aree colpite da crisi industriale e di settore. Finanzia iniziative imprenditoriali per rivitalizzare il sistema economico locale e creare nuova occupazione, attraverso progetti di ampliamento, ristrutturazione e delocalizzazione.

Gli incentivi sono stati riavviati con la pubblicazione del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 9 giugno 2015, con importanti novità:

  • ora sono finanziabili anche i programmi di investimento per la tutela ambientale, il turismo e i progetti di innovazione organizzativa;
  • la partecipazione al capitale sociale da parte di Invitalia non è più obbligatoria.

 

SOGGETTI BENEFICIARI

Sono ammissibili alle agevolazioni le imprese costituite in forma di società di capitali, ivi incluse le società cooperative e le società consortili, che siano in possesso dei seguenti requisiti:

a) essere regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese;

b) essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti civili, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;

c) trovarsi in regime di contabilità ordinaria;

d) non rientrare tra le società che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;

e) trovarsi in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell'ambiente ed essere in regola con gli obblighi contributivi;

f) aver restituito agevolazioni godute per le quali è stato disposto dal Ministero un ordine di recupero;

g) non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà.

Le imprese ammissibili alle agevolazioni sono classificate in piccola, media o grande dimensione sulla base dei criteri indicati nell’allegato 1 al Regolamento GBER e nel decreto del Ministro delle attività produttive 18 aprile 2005.

 

PROGRAMMI AMMISSIBILI

Sono ammissibili alle agevolazioni i programmi di investimento produttivo e i programmi di investimento per la tutela ambientale.

I programmi di investimento produttivi devono riguardare le seguenti attività economiche:

a) estrazione di minerali da cave e miniere;

b) attività manifatturiere;

c) produzione di energia;

d) attività dei servizi alle imprese;

e) attività turistiche.

I programmi di investimento produttivo devono essere diretti:

  • alla realizzazione di nuove unità produttive tramite l’adozione di soluzioni tecniche, organizzative e/o produttive innovative rispetto al mercato di riferimento;
  • all’ampliamento e/o alla riqualificazione di unità produttive esistenti tramite diversificazione della produzione in nuovi prodotti aggiuntivi o cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo;
  • alla realizzazione di nuove unità produttive o all’ampliamento di unità produttive esistenti che eroghino i servizi;
  • all’acquisizione di attivi di uno stabilimento.

 

Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni, i programmi e i progetti devono:

  • riguardare unità produttive ubicate nei territori dei Comuni ricadenti nelle aree di crisi industriale complessa o nelle aree di crisi industriale non complessa con impatto significativo sullo sviluppo dei territori interessati e sull’occupazione;
  • prevedere spese ammissibili complessive non inferiori a 1.500.000,00 euro;
  • essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni;
  • essere ultimati entro 36 mesi dalla data di delibera di concessione delle agevolazioni;
  • prevedere un programma occupazionale da realizzarsi entro 12 mesi dalla data di ultimazione del programma degli investimenti caratterizzato da un incremento degli addetti.

 

SPESE AMMISSIBILI

Le spese ammissibili riguardano:

a) suolo aziendale e sue sistemazioni;

b) opere murarie e assimilate e infrastrutture specifiche aziendali;

c) macchinari, impianti ed attrezzature varie;

d) software informatici;

e) immobilizzazioni immateriali.

Le spese ammesse sono al netto dell’IVA e di importo non inferiore ad euro 500,00.

Le spese relative all’acquisto del suolo aziendale sono ammesse nel limite del 10% dell'investimento complessivo agevolabile.

Le spese relative alle opere murarie e assimilate sono ammesse nei seguenti limiti:

i. per i programmi di investimento aventi ad oggetto lo svolgimento delle attività turistiche sono agevolabili le spese di costruzione ed acquisto dell’immobile, ivi incluse le eventuali spese di ristrutturazione, nel limite massimo del 70% dell’investimento complessivo agevolabile;

ii. per i programmi di investimento aventi ad oggetto le altre attività economiche, sono agevolabili le spese di costruzione ed acquisto dell’immobile, ivi incluse le eventuali spese di ristrutturazione, nel limite massimo del 40% dell’investimento complessivo agevolabile.

L’ammontare relativo all’insieme delle spese per software informatici è agevolabile nel limite del 50% dell’investimento complessivo ammissibile e comunque non può da solo costituire un programma organico e funzionale.

Per le sole PMI sono ammissibili anche le spese relative a consulenze connesse al programma di investimento produttivo nella misura massima del 5% dell'importo complessivo ammissibile del programma di investimento.

Non sono ammesse le spese relative ai beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria, del leasing e del lease-back.

L’impresa beneficiaria è tenuta all’obbligo del mantenimento dei beni agevolati nell’area di crisi nella quale è ubicata l’unità produttiva in cui è realizzato il programma agevolato per almeno 5 anni, ovvero 3 anni nel caso di PMI, dalla data di ultimazione del programma di investimento.

 

CONTRIBUTI E AGEVOLAZIONI 

Gli investimenti devono prevedere spese per almeno 1,5 milioni di euro

Le agevolazioni finanziarie possono coprire fino al 75% dell’investimento ammissibile con:

a) un finanziamento agevolato per il 50% degli investimenti ammissibili. La restituzione deve avvenire in massimo 10 anni, a cui si aggiunge un periodo di preammortamento massimo di 3 anni;

b) un finanziamento a fondo perduto e contributo diretto alla spesa fino al 45% dell’investimento ammissibile. L’ammontare del contributo dipende dalla localizzazione e dalla dimensione dell’impresa, oltre che dalla tipologia del regime di aiuto richiesto.

c) un’eventuale partecipazione al capitale su richiesta dell’impresa.

Le tre tipologie di agevolazioni non possono comunque superare il 75% dell’investimento complessivo.

 

Finanziamento Agevolato

Il finanziamento agevolato concedibile, fatto salvo il caso della eventuale partecipazione al capitale sociale, è pari al 50% degli investimenti ammissibili, ha una durata massima di 10 anni oltre un periodo di preammortamento, della durata massima di 3 anni, commisurato alla durata del programma.

Il tasso agevolato di finanziamento è pari al 20% del tasso di riferimento vigente alla data di concessione delle agevolazioni, fermo restando il rispetto del limite minimo dello 0,50% annuo del tasso d'interesse.

Il finanziamento agevolato deve essere assistito da garanzie reali, tramite ipoteca di primo grado sull’immobile e privilegio speciale, entrambi da acquisire esclusivamente sui beni agevolati facenti parte del programma di investimento. Il valore di iscrizione delle garanzie è pari alla quota capitale del finanziamento. Qualora il programma di investimento preveda la realizzazione di opere di ristrutturazione e non venga acquisita l’ipoteca in quanto l’acquisto dell’immobile non è oggetto del programma, il finanziamento agevolato deve essere assistito da idonea fideiussione bancaria o polizza assicurativa a favore del Soggetto gestore.

Il rimborso del finanziamento agevolato avviene secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 30 giugno e il 31 dicembre di ogni anno.

 

Contributo in conto impianti e eventuale contributo diretto alla spesa

Il contributo in conto impianti e l’eventuale contributo diretto alla spesa è determinato in relazione all'ammontare del finanziamento agevolato, nei limiti delle intensità massime di aiuto, fino ad un massimo del 45% dell’investimento ammissibile.

 

Mezzi Propri

L’impresa beneficiaria deve garantire la copertura finanziaria del programma di investimento apportando un contributo finanziario, attraverso risorse proprie ovvero mediante finanziamento esterno, in una forma priva di qualsiasi tipo di sostegno pubblico, pari ad almeno il 25% delle spese ammissibili complessive.

 

PARTECIPAZIONE DI INVITALIA AL CAPITALE DI RISCHIO

È facoltà del soggetto proponente l’iniziativa agevolabile richiedere una partecipazione di minoranza di Invitalia al capitale dell’impresa.

La partecipazione ha natura transitoria, non deve, di regola, essere superiore al 30% del capitale delle imprese e non deve comportare per il Soggetto gestore responsabilità di gestione, né rilascio di garanzie.

Invitalia mantiene le partecipazioni al capitale di rischio delle imprese almeno fino alla data di ultimazione del programma, e non oltre i 24 mesi successivi alla medesima data e comunque non oltre i 42 mesi dalla data di delibera di concessione delle agevolazioni.

Le condizioni di alienazione della partecipazione sono dettagliate nel preliminare di compravendita di quote ovvero azioni che Invitalia stipula con i soci che detengono, cumulativamente, la maggioranza del capitale al momento della sottoscrizione della partecipazione.

La partecipazione al capitale di rischio determina:

a) per le imprese partecipate, l’obbligo, sino alla alienazione della partecipazione, di certificazione

dei bilanci;

b) la nomina da parte di Invitalia di un sindaco effettivo del collegio sindacale, se esistente ai sensi della normativa vigente.

 

PRESENTAZIONE DOMANDE

Presentazione della domanda a sportello.

La concessione del contributo passerà attraverso un’istruttoria valutativa effettuata in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande. Questo significa che non basterà inviare la domanda nel primo giorno utile di apertura dello sportello, ma l’impresa e il progetto dovranno anche passare il vaglio dell’istruttoria di merito.

Affidabilità dell’impresa, sostenibilità del progetto di investimento e struttura del programma occupazionale sono solo alcuni dei punti focali su cui gli istruttori concentreranno la propria attenzione e che quindi decreteranno il successo o il fallimento della richiesta di contributo.

 

EROGAZIONI

L’erogazione del contributo in conto impianti, dell’eventuale contributo diretto alla spesa e del finanziamento agevolato avviene su richiesta dell’impresa beneficiaria mediante presentazione di stati avanzamento lavori a fronte di titoli di spesa anche non quietanzati, ad eccezione dell’ultimo. L’impresa beneficiaria può presentare al massimo 5 stati di avanzamento lavoro (di seguito SAL). Ciascun SAL non può essere inferiore al 15% della spesa ammissibile.

Nell’ambito di ciascun SAL, le spese non quietanzate non possono essere superiori al 25% della spesa complessiva ammessa alle agevolazioni.

Ciascuna erogazione, ad eccezione della prima, è, comunque, subordinata alla esibizione delle quietanze di pagamento relative ai titoli di spesa del SAL precedente.

L’ultimo SAL deve essere presentato entro 3 mesi dalla ultimazione del programma di investimento, e comunque entro 39 mesi dalla delibera di concessione delle agevolazioni.

L’impresa beneficiaria ha la possibilità di richiedere, entro 4 mesi dalla data di sottoscrizione del contratto, l’erogazione di una prima quota di agevolazione a titolo di anticipazione, svincolata dall’avanzamento del programma degli investimenti e dell’eventuale progetto per l’innovazione dell’organizzazione, di importo non superiore al 25% delle agevolazioni complessivamente concesse, previa presentazione di idonea fideiussione bancaria o polizza assicurativa di pari importo a favore di Invitalia.

 

PUNTEGGIO E GRADUATORIA

La valutazione avviene in base a 5 punti:

1) credibilità del progetto proponente in termini di adeguatezza e coerenza del profilo dei soci;

2) fattibilità tecnica del programma degli investimenti;

3) il programma occupazionale previsto dal progetto imprenditoriale;

4) la potenzialità del mercato di riferimento e vantaggio competitivo dell’iniziativa proposta e relative strategie di marketing;

5) la fattibilità e sostenibilità economica e finanziaria del progetto imprenditoriale.

Per ogni categoria sono stati fissati i relativi punteggi da una circolare esplicativa. Il punteggio minimo, al di sotto del quale il progetto sarà respinto, è di 40 punti.

Le imprese in possesso del rating di legalità potranno ottenere un incremento automatico del punteggio nella misura del 3%.

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