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Corrispettivi elettronici - Aspetti operativi

martedì, 15 ottobre 2019


CORRISPETTIVI ELETTRONICI

Circolari - Mercoledì, 20 Marzo 2019


Per effetto di quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2019, a partire dal 1 luglio 2019, per alcuni contribuenti è prevista l’entrata in vigore dell’obbligo di inviare telematicamente i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.

La decorrenza di tale nuovo obbligo è differenziata a seconda dell’ammontare del volume d’affari realizzato. Infatti, l’obbligo sussiste rispettivamente:

  • dal 1 luglio 2019, per i soggetti con un volume d’affari superiore ad € 400.000;
  • dal 1 gennaio 2020, per tutti i soggetti a prescindere dall’ammontare del volume d’affari.

Con riferimento alla prima ipotesi, si fa presente che è necessario verificare il volume d’affari al 31.12.2018, emergente dal modello Iva 2019.

 

 

Registratori telematici

L’adempimento di tale obbligo presuppone la dotazione, in capo agli esercenti attività al dettaglio:

  • dei c.d. “registratori telematici”, già sottoposti a specifica regolamentazione con il Provvedimento dell’Agenzia delle entrate n. 182017 del 28.10.2016;
  • o di nuovi strumenti, individuati successivamente dall’Agenzia delle entrate, come ad esempio un portale web dedicato.

Così come previsto per la fattura elettronica, si deve procedere all’invio telematico dei corrispettivi in formato XML, nonché alla relativa conservazione sostitutiva a norma del medesimo file XML trasmesso.

In caso di scarto del file XML dei corrispettivi elettronici, l’esercente avrà 5 giorni per trasmettere nuovamente il file corretto al Sistema di Interscambio.

 

 

Abrogazione ricevute fiscali e scontrini cartacei

Con l’obbligo della trasmissione telematica dei corrispettivi, l’Agenzia delle Entrate ha specificato che non saranno possibili altre forme di documentazione diverse dalla fattura elettronica; quindi la documentazione è rappresentata o dai corrispettivi memorizzati e trasmessi elettronicamente o dalla fattura elettronica. Di conseguenza non sarà più possibile il rilascio di ricevute fiscali o scontrini cartacei.

Fanno eccezione i casi in cui è prevista l’esenzione dagli obblighi di certificazione dei corrispettivi, come per esempio gli agricoltori che applicano il regime speciale Iva.

 

 

Abrogazione del registro dei corrispettivi

A partire dall’1.1.2020 l’obbligo dell’invio telematico dei corrispettivi– è accompagnato dall’abrogazione della tenuta del registro dei corrispettivi, con la conseguente eliminazione della “semplificazione” di cui all’articolo 2 D.P.R. 696/1996, come ad esempio:

  • quanto previsto dalla i), ossia le somministrazioni di alimenti e bevande rese in mense aziendali, interaziendali, scolastiche ed universitarie nonché in mense popolari gestite direttamente da enti pubblici e da enti di assistenza e di beneficenza;
  • quanto previsto dalla oo), ossia le cessioni di beni poste in essere da soggetti che effettuano vendite per corrispondenza, limitatamente a dette cessioni, tra le quali rientrano anche le cessioni all’interno dell’attività di e-commerce.

Tale conclusione comporta inevitabilmente un cambiamento dal punto di vista procedurale in capo a quei soggetti che, sino al 31.12.2019, hanno “certificato” l’operazione con la sola annotazione nel registro dei corrispettivi delle operazioni.

Di conseguenza per i soggetti esercenti tali attività, dall’1.7.2019 o dall’1.1.2020, le modalità di certificazione dell’operazione, salvi i casi di esonerosaranno:

  1. l’emissione della fattura in formato elettronico;
  2. l’emissione dello scontrino fiscale, con trasmissione del dato in modalità telematica.

 

 

Credito d’imposta per i commercianti

Allo scopo di agevolare, negli anni 2019 e 2020, l’acquisto o l’adattamento degli strumenti (c.d. misuratori fiscali) necessari per effettuare la memorizzazione e la trasmissione dei corrispettivi, è stato previsto, in favore dei suddetti esercenti, la concessione di un contributo pari al 50% della spesa sostenuta, fino a un massimo di 250 euro in caso di acquisto e di 50 euro in caso di adattamento, per ogni misuratore fiscale.

Il contributo è concesso all’esercente come credito d’imposta di pari importo utilizzabile in compensazione tramite modello F24, a decorrere dalla prima liquidazione periodica dell’IVA successiva al mese in cui è registrata la fattura relativa all’acquisto o all’adattamento del misuratore fiscale e sia stato pagato con modalità tracciabile il relativo corrispettivo.

Per l'utilizzo del credito, l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo “6899”.

Il credito deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi dell’anno d’imposta in cui è stata sostenuta la spesa e nella dichiarazione degli anni d’imposta successivi, fino a quando se ne conclude l’utilizzo.

 

 

Sanzioni

In caso di corretta certificazione dell’operazione, ma ritardata od omessa comunicazione, la sanzione amministrativa è stabilita da un minimo di € 250 ad un massimo di € 2.000.

Restano valide le sanzioni già previste per la mancata emissione di scontrini fiscali e per l’emissione di tali documenti per importi inferiori a quelli reali.



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